Come visualizzare la differenza tra due file in macOS

Se avete apportato delle modifiche a un file e volete confrontarlo con la versione precedente (presupponendo che abbiate entrambe le versioni del file e non le abbiate sovrascritte) e volete vedere le differenze che avete apportato, potete usare un’app che viene installata quando installate Xcode (se volete liberare spazio, leggete questo): FileMerge.

Vi basterà aprire Spotlight e scrivere “filemerge.app”:

FileMerge.app

Schermata d’esempio di FIle Merge

Poi selezionate i due file che volete confrontare:

E in una schermata molto user friendly potrete notare le differenze che avete tra i due file, riga per riga e confrontarli! Semplice no?

Come disabilitare i blocker degli adblocker

Sono abbastanza sicuro che se siete arrivati su questo articolo, è perché anche voi state visitando un sito web con l’adblocker attivo e non riuscite a visitarlo perché vi si presenta una schermata simile a questa:

E non sapete cosa fare. Non sapete cosa fare perché già sapete che non appena proverete a disattivarlo sul dominio, sarete invasi da pop-up e pubblicità invasive che non volete visualizzare e ne vi interessano.

Andiamo come al solito subito al dunque. Se avete un adblocker installato che non è uBlock, disattivatelo e installate subito uBlock (è un adblock compatibile con Safari, Firefox e Chrome) che è pure open source.

Andate nella schermata I miei filtri e incollate questo:

||*blockadblock*.*/*$inline-script
||*.*/*blockadblock*/*$inline-script
||*.*/*blockadblock*/*
||*blockadblock*.*/*
||*blockadblock.com##script:inject(bab-defuser.js)

Salvate i cambiamenti e voilà, mai più anti adblocker!

Come non far andare in sleep il Mac

Il titolo potrebbe essere fuorviante ma provo a spiegarmi meglio. Se state eseguendo qualcosa di importante e volete che il computer vada in stop e perda i progressi o si interrompa, vi basterà aprire il terminale ed eseguire semplicemente:

caffainate

So bene che non viene aggiornato da Apple oramai da secoli (credo che siano più di 5-6 anni) ma funziona ancora discretamente per diversi utilizzi.

Alcuni comandi veloci sono ad esempio:

caffeinate -t 3600

Per tenerlo attivo per un’ora. Oppure questo:

caffeinate /Applications/Safari.app

Per farlo selettivamente su un’app. Alla prossima!

Come contare le api con un Raspberry Pi

E no, questa volta non intendo le API nel termine informatico ma bensì gli insetti. Sì proprio gli insetti.

Se avete un allevamento di api oppure… no, niente oppure, solo se avete un allevamento di api questo progetto può fare per voi (e se riuscite a eseguire qualche script in Python).

Qua potete trovare l’intero progetto https://github.com/marcotini/bnn

L’autore è Mat Kelcey ed è lui che dovete ringraziare. Se avete delle domande, non esitate a contattarmi! Buon allevamento! Continua a leggere

Come fare gli aggiornamenti di macOS da terminale

L’App Store su macOS c’è oramai da diversi anni ed è molto comodo e user friendly. Resta però un fatto che ancora oggi il terminale non ha perso il suo fascino, quindi ecco a voi come fare l’aggiornamento delle vostre app (chiamarli programmi suona strano da un’App Store).

Per la lista degli aggiornamenti da fare vi basterà eseguire:

softwareupdate -l

Mentre per aggiornare tutto:

sudo softwareupdate -iva

Se volete vedere gli altri comandi invece:

softwareupdate -h

Come esportare SMS e iMessage da iOS

Che voi abbiate un iPhone, un iPad o un iPod touch (esistono ancora, vero?), i metodi per esportare i messaggi non sono tanti.

Qualche anno fa vi avevo proposto di usare iExplorer per salvarli ma a quanto pare è a pagamento e i risultati possono non essere come sperati. Vediamo ora come farlo nel 2018 con iBackupBot: compatibile sia per Windows che per macOS.

Vi baserà scaricare il programma tramite questo link, fare un backup sul vostro computer con iTunes ma senza password, quindi accessibile anche ad app di terze parti (se non vi fidate fatelo in macchina virtuale o con qualche firewall per controllare le connessioni) e accedere alla schermata per esportare allegati e messaggi.

Schermata d’esempio

Nel caso potete esportare anche solo gli allegati, senza salvarvi tutte le conversazioni in .csv o .txt.

Allegati esportati con iBackupBot

Se avete dei problemi o non riuscite, lasciatemi pure un commento. Io l’ho testato e funziona correttamente con iOS 11.

Come accendere il condizionatore con l’iPhone

Qualunque sia il vostro condizionatore, qualsiasi sia la marca, anche se vecchissimo o modernissimo: potrete gestirlo comodamente dal vostro iPhone o iPad.

E non solo accenderlo, anche spegnerlo, impostare la temperatura, tempistiche… il tutto senza il telecomando tradizionale. Volendo anche da remoto (così da avere casa già bella fresca prima di arrivare a casa)!

Dovrete acquistare, come per la tv, un Broadlink che vi permette di mandare segnali a infrarossi (la tecnologia utilizzata dal vostro telecomando per comunicare con il condizionatore, qualsiasi sia la marca). Potete acquistarlo da Amazon da qui oppure su Gearbest.

Schermata d’esempio per gestire la temperatura del condizionatore

Per configurarlo invece avete due scelte, o utilizzare Domoticz oppure direttamente da Homebridge. In ogni caso avrete bisogno di un Raspberry Pi se non volete utilizzare l’app ufficiale di Broadlink che lascia molto a desiderare in quanto ad usabilità.

Con Domoticz dovrete creare dei sensori virtuali ed eseguire questo script. Altrimenti con Homebridge potete semplicemente installarlo eseguendo:

 npm i homebridge-broadlink-rm

E potete configurare tutti i tasti seguendo la documentazione.

Come gestire HomeKit da remoto

Abbiamo visto cos’è HomeKit, ma non ho specificato come poter gestire tutti i sensori, luci e accessori da remoto. E per remoto intendo fuori dalla vostra rete locale di casa (o ufficio nel caso vogliate usarlo al lavoro).

Rullo di tamburi… dovete avere… o l’Apple TV o un iPad o l’HomePod!

Immagine presa dal sito di Apple

Già, sapete come funziona con Apple, sistema chiuso: regole ferree.

Detto questo: non c’è neanche bisogno che vi spieghi come vada configurato, sarà tutto già in automatico selezionato non appena viene rilevato il vostro iPad (dovete avere lo stesso Apple ID dell’iPhone con il quale avete configurato l’app Casa) o l’Apple TV.

Nel caso non venga fatto in automatico, aprite l’app Casa e cliccate sull’icona in alto a sinistra per configurarlo come Home Hubs.

Come installare Apache su Raspberry Pi

Apache penso (a quanto pare è usato dal 46% dei siti web) sia il web server più famoso al mondo, quindi è d’obbligo, dopo aver visto come installare nginx su Raspberry Pi (che tra l’altro quella guida va benissimo anche per qualsiasi altra distribuzione Debian/Ubuntu).

Comunque giusto per chiarire, Apache non è solo un web server ma anche e sopratutto un’organizzazione no-profit. Se volete approfondire leggete nel loro sito web.

Andiamo al dunque, aprite il terminale o collegatevi tramite SSH ed eseguite:

sudo apt install apache2

Aspettate e… fatto! Andate su:

cd /var/www/html

E modificate il file index.html oppure createne di nuovi! Buon divertimento!

Come disabilitare le porte USB su macOS

Prima dovete disabilitare la SIP (la System Recovery Protection) seguendo questa guida.

Poi aprite il terminale ed eseguite:

sudo kextload /System/Library/Extensions/IOUSBMassStorageClass.kext

Ed ecco che tutte le USB di input e output data, quindi pendrive e hard disk verranno disattivati. Se proverete ad inserirne, non succederà nulla. E so che potrebbe sembrar strano o inutile, ma sono sicuro che se siete qua, qualcosa in mente vi è già venuto.

Molto intuitivamente poi se volete riattivarlo (sappiate che a ogni riavvio si disattiva in automatico), vi basterà eseguire:

sudo kextunload /System/Library/Extensions/IOUSBMassStorageClass.kext

Come disabilitare la System Integrity Protection su macOS

La SIP o anche rootless mode, può essere utile in certe situazioni, ma al tempo stesso molto pericolosa.

Se sapete quello che state facendo, riavviate il vostro Mac in modalità Recovery.

Cliccate su Utilities nella menu bar in alto, poi su Terminal e incollate questo comando:

csrutil disable

Ora riavviate e voilà, ecco fatto.
Mi raccomando però, fate massima attenzione e fatelo solo se sapete cosa state facendo.

Impostazioni di sicurezza su macOS

Comunque nel caso vogliate riattivarla, stessa procedura ma il comando è, molto intuitivamente:

csrutil enable

Se vi servono altre informazioni, leggete sul sito di Apple: https://support.apple.com/en-us/HT204899

Come avviare macOS in modalità Recovery

Se state cercando di risolvere qualche guaio o sistemare il vostro Mac resinstallando macOS e volete entrare in Recovery mode, vi basterà riavviare o accendere il vostro computer tenendo premuti i due tasti:

CMD + R

Schermata d’esempio della Recovery mode

Se non dovesse riavviarsi con la tastiera wireless, tenete anche premuto il tasto shift.

Come nascondere la versione di PHP

So che può sembrar strano voler nascondere al pubblico la versione di PHP (spero che abbiate aggiornato alle 7.2) che avete installato nel vostro server/computer, però per diversi motivi potrebbe esservi utile. Ad esempio se si scopre quale falla o qualche botnet controlla chi ha una certa versione di PHP, per sfruttare magari qualche bug per scopi non troppo etici.

Quindi, se volete nascondere dall’header HTTP la vostra versione, vi basterà semplicemente seguire questi tre passaggi.
Prima di tutto dovete vedere dov’è il vostro file di configurazione con:

php -i | grep "Loaded Configuration File"

Poi modificatelo così:

sudo nano nano /etc/php/7.2/cli/php.ini

Andando a cercare la riga, sostituendo on con off:

expose_php = off

Ora riavviate il servizio (se lo gestite così) altrimenti riavviate e voilà, non sarà più pubblica la vostra versione di PHP!

Come aggiornare a PHP 7.2

Sembrava ieri che avevamo tutti esultato per l’aggiornamento tanto atteso di PHP 7 (ha migliorato le prestazioni anche del 400%) e invece eccoci qua, già ad aggiornare alla 7.2!

Dai andiamo subito diretti aggiungendo le repository:

sudo apt-get install apt-transport-https lsb-release ca-certificates
sudo wget -O /etc/apt/trusted.gpg.d/php.gpg https://packages.sury.org/php/apt.gpg
echo "deb https://packages.sury.org/php/ $(lsb_release -sc) main" | sudo tee /etc/apt/sources.list.d/php.list
sudo apt-get update

E procediamo con l’installazione:

sudo apt-get install php7.2

Nel caso non vi aggiorni anche gli altri pacchetti:

sudo apt-get install php7.2-cli php7.2-common php7.2-curl php7.2-gd php7.2-json php7.2-mbstring php7.2-mysql php7.2-opcache php7.2-readline php7.2-xml

E voilà:

php -v

Come rimuovere lo swap su Raspberry Pi

Dopo aver visto come aumentare lo swap su Raspberry Pi (cosa peraltro compatibile con tutte le distribuzioni Ubuntu, Debian ecc), vediamo ora come disattivarlo.

Ci sono diversi modi per disattivare la memoria di swap, la più semplice di tutte è rimuoverla proprio dai servizi all’avvio, quindi eseguendo (e poi riavviando con sudo reboot now:

sudo update-rc.d dphys-swapfile remove

Rimuoverete direttamente dal prossimo riavvio.

Molti hanno trovato beneficio disattivandola. Posso solo dire che dipende dai casi e da diversi fattori quali la velocità di scrittura e lettura della vostra microSD (considerando che il Raspberry Pi usa quella per salvare lo swap).

Per certe funzionalità invece conviene aumentarla il più possibile per evitare che la ram disponibile non basti e si rischia anche che i processi debbano sempre riscrivere e cancellare quello che viene salvato.

Quindi come al solito… dipende. Provate e sperimentate!

Eseguite free -m per visualizzare swap e ram

Come aggiornare Homebridge

Se avete installato Homebridge tramite questa procedura e volete aggiornarlo (di solito correggono bug o migliorano la stabilità) vi basterà aprire il terminale ed eseguire:

sudo npm update --global homebridge

Salvo gravi problemi, dovrebbe aggiornarsi in pochi secondi.

E dovrebbe anche tornare tutto attivo, nel caso riavviate il servizio di Avahi con:

sudo service avahi-daemon restart

Come creare e firmare il proprio certificato SSL

Non sto a raccontarvi cos’è SSL o HTTPS perché se siete qua probabilmente già sapete di cosa sto parlando.

Andiamo dritti al sodo. Se volete autocertificarvi e quindi generare un certificato SSL per uso locale o di sperimentazione (dico questo perché ogni volta da browser dovrete confermare e accettare che volete installare il certificato, cliccando qualcosa come 3 volte conferma) aprite subito il terminale ed eseguite (vi chiederà una password, segnatevela ovviamente):

openssl genrsa -des3 -out myCA.key 2048

Ora generate un root certificate eseguendo:

openssl req -x509 -new -nodes -key myCA.key -sha256 -days 1825 -out myCA.pem

Inserite tutti i dettagli e… voilà, già fatto!

Quanto consuma un Raspberry Pi sempre acceso

Dipende. Com’è ovvio che sia, dipende da quello che gli fate fare 24 ore su 24.

I conti che potete farvi hanno un margine d’errore enorme ma comunque può farvi capire quanto sia interessante avere un piccolo tutto fare sempre acceso “che fa cose”.

Prima di tutto dipende dal modello di Raspberry Pi, dal tipo di alimentatore e se proprio vogliamo: anche dalla lunghezza del cavo (online si trovano personaggi discutibili che considerano anche quello come resistenza, ma direi che è un calcolo non troppo educativo).

Ti piace? Puoi acquistarlo sui 35-40 euro da qui

Il modello 3 e 3+ hanno bisogno di un alimentatore da 2.5A (ma anche 2.1 sembra andar bene) controllate qua https://www.raspberrypi.org/help/faqs/#powerReqs le richieste in base al vostro Pi. In ogni caso, a occhio e croce con un costo della corrente al kWh di circa 20 centesimi, se un Raspberry Pi in idle consuma dai 3W ai 5W la divisione è semplice:

3W circa 2 kW al mese, quindi 40 centesimi
5W circa 3.6 kW al mese, cioè 72 centesimi

Ovviamente più cose gli fate fare (può raggiungere picchi più alti ma conta in media come si comporta), più periferiche avete attaccato alla porta otg/usb, più il Raspberry consumerà, ma comunque è di molto lontano da un consumo di un computer con alimentatori sulle 50-100 volte più potenti (in termini di consumi).

Vi ricordo che il consumo in W viene calcolato dal voltaggio moltiplicato per l’amperaggio, quindi 1A*5V = 5W. E il consumo in kWh significa 1kW=1.000W ogni ora, quindi se una cosa consuma 10W e sta accesa per 1 ora intera, per fare 1 kWh dovrà star acceso 1.000Wh/10W=100 ore.