Come disabilitare il processo GoogleSoftwareUpdate

Se anche voi avete appena aggiornato a macOS Catalina, vi sarete accorti (sempre se avete Google Chrome installato) che spunta, ogni volta che riavviate il vostro Mac, un popup simile a questo:

Come potete anche vedere il processo GoogleSoftwareUpdateAgent è presente nell’elenco:

Per disabilitare gli aggiornamenti dovrete o cambiare i permessi (quindi togliere quelli di esecuzione):

sudo chmod -R 000 ~/Library/Google

Altrimenti se volete mantenere tutto così com’è, potete disabilitare il LaunchAgents di Google come avevo indicato con questo articolo. Ovviamente sappiate che questo andrà a disabilitare gli aggiornamenti automatici di Google Chrome.

Come riascoltare le richieste fatte a Google Home

Non so quanti di voi abbiano un Google Home a casa (Mini o Max che sia), ma nel caso lo abbiate e volete vedere la cronologia delle richieste che avete effettuato vi basterà andare su:

https://myactivity.google.com/myactivity?product=29

Nel caso in cui il link non funzionasse, vi basterà inserire tra i filtri Voce e audio.

Come rimuovere la stringa “?m=1” dagli url

Indipendentemente da quale sia il vostro web server, può capitare che Google vi mandi questa bellissima email:

Nuovo problema di Copertura rilevato per il sito

Cliccate e approfondite… e scoprite che in realtà non è un vostro problema, ma è semplicemente dovuto da qualche sorta di bot o (nel caso usavate Blogger) di qualche sorta di linking che avete avuto in passato.

Se approfondendo scoprite che in realtà è semplicemente questa stringa (parametro in realtà) a darvi fastidio:

?m=1

Errore di reindirizzamento su Google Search Console

Provate a creare delle regole che ve la cancellino in automatico… su Apache vi basterà modificare il file .httaccess come segue:

RewriteEngine On
RewriteCond %{QUERY_STRING} ^m=1$
RewriteRule ^(.*)$ /$1? [R=301,L]

Se invece utilizzate NGINX, all’interno del vostro server (probabilmente localizzato su /etc/nginx/site-avaliable/default, modificate all’interno del /location aggiungendo questo:

if ($query_string ~ "^m=1$"){
  rewrite ^(.*)$ /$1? redirect;
}

Riavviate poi il servizio di NGINX con:

sudo service nginx restart

Ora potete cliccare su Convalida correzione e aspettare che i bot di Google capiscano che non avete nessuna sorta di errore!

Cosa sono le API

E no, non intendo gli insetti ma bensì le interfacce di programmazione di un’applicazione: in informatica le API (pronunciato all’inglese come E-PI-AI) sono tutte le chiamate a librerie esterne che servono per interfacciarsi a un determinato applicativo software.

Con un esempio pratico penso che sia tutto molto più chiaro: quando si parla ad esempio di “le API di Google Maps” si intende tutti i metodi che permettono di ottenere mappe, direzioni o coordinate. Oppure con “le API di Amazon” si intendono i metodi che permettono di fare ricerche o ottenere immagini e descrizione dei prodotti.

Se in questo caso Google da accesso, tramite login (vedremo in futuro come, quando e perché) ai loro database, per poter fare delle query (anche questo vedremo cosa significa) e utilizzare le loro webapp. Continua a leggere

Come fare il backup a Google Authenticator

Risposta breve: non si può.

Risposta più lunga: non si può perché tutti i codici generati vengono salvati in modo criptato, l’unico modo per avere un backup è salvarsi i codici QR offline prima di aggiungerli all’app (cos’è Google Authenticator?!).

So che può sembrarvi una scocciatura, sopratutto se non li avete salvati e siete alla ricerca di un modo per recupare i codici per riaccedere ai vostri preziosi account, ma è nell’architettura stessa di come funziona il tutto.

Da un lato è un bene che sia così, dall’altro… beh, bisogna essere previdenti.

Quindi se siete qua e state cercando un modo per recuperare i QR code, mi spiace ma non c’è proprio modo. Dovete contattare ogni servizio o sito web nel quale avevate attiva la verifica in due passaggi e farvela disattivare (verificando che siete voi, credo).

Google Authenticator su Play Store

Se invece state cercando un modo per spostarvi da un telefono all’altro ma neanche questo si può, l’unica è collegarvi a tutti gli account con i codici vecchi, disattivare la verifica in due passaggi e riattivarla sul nuovo telefono con i rispettivi nuovi codici generati.

Cos’è e a cosa serve Google Authenticator

Dopo aver visto cos’è la verifica in due passaggi, vediamo qual è la scelta migliore in termini di sicurezza (assoluta ovviamente, perché di solito l’unico modo per essere sicuri è non connettersi a internet).

Google Authenticator è un’app che vi permette di gestire tutti i codici a 2 passaggi o 2 fattori (dipende da come volete chiamarlo) dei siti web che utilizzate.

La particolarità di quest’app è quella d’avere tutti i codici offline, quindi non dovete aspettare la conferma via SMS e non rischiate che se vi rubano la SIM o ve la clonano, possano aver accesso al vostro account.

Google Authenticator su App Store

Potete scaricare la versione per Android oppure quella per iOS.

Il funzionamento è semplice, scansionate il codice QR che vi viene fornito dal sito web durante la configurazione della verifica in due passaggi e siete pronti per avere un codice temporaneo da utilizzare dopo il login (o durante delle operazioni importanti sul vostro account).

Troppi soft 404 su Google e come risolvere

Come risolvere? Beh molto semplicemente Google analizza tutto il vostro sito web e dato che WordPress non segnala come 404 le pagine di ricerca in cui non trova nulla, ve le segna come soft 404.

Vi basterà modificare il file robots.txt aggiungendo queste due righe:

Disallow: /?s=
Disallow: /search/

E il gioco è fatto! Ora Google non indicizzerà più tutte le pagine di ricerca che in realtà non sono realmente delle pagine statiche create apposta, ma bensì delle risposte dinamiche del vostro database.

Fatemi sapere con un commento se avete risolto!