Come rimuovere la grafica al Raspberry Pi

Se, come per Ubuntu, state cercando di disabilitare la grafica e non volete cancellare troppi pacchetti e ritrovarvi senza un sistema operativo funzionante, perché magari volete utilizzare il vostro piccolo Raspberry Pi senza un display e quindi ci accedete tramite SSH (che mega introduzione per una cosa così banale, direte voi): ecco a voi quali sono i due comandi semplici e veloci per farlo.

sudo apt-get remove --purge x11-common
sudo apt-get autoremove

Qualunque sia la vostra versione di Raspbian, questo bel purge farà in modo che dal prossimo riavvio il Pi si avvii senza il desktop.

Lo so che era possibile anche disattivarlo dalle impostazioni o con un raspi-config. Però questo modo è più pulito e permette di risparmiare sia RAM e sia spazio sulla microSD (o nel caso lo abbiate installato in una macchina virtuale, hard disk o ssd).

Come rimuovere la grafica a Ubuntu

E per rimuovere la grafica intendo tutte le componenti grafiche, nel caso lo vogliate usare il vostro sistema senza un display o comunque senza desktop, finestre ecc.

Può essere molto utile se lo utilizzate come server sempre acceso (H24 e non vi serve la desktop GUI) e non volete che vi venga occupata RAM inutilmente (considerate che si può risparmiare davvero tanto in molti casi, quali macchine virtuali o sistemi ARM).

Molto semplicemente aprite il terminale o collegatevi tramite SSH ed eseguite:

sudo systemctl set-default multi-user.target

Questo comando dovrebbe funzionarvi dalla versione 15 in poi, quindi molto probabilmente sarà compatibile con la vostra versione. Se così non fosse, correte ad aggiornare!

Nel caso invece vogliate tornare indietro, il comando è:

sudo systemctl set-default graphical.target

Come rimuovere la stringa “?m=1” dagli url

Indipendentemente da quale sia il vostro web server, può capitare che Google vi mandi questa bellissima email:

Nuovo problema di Copertura rilevato per il sito

Cliccate e approfondite… e scoprite che in realtà non è un vostro problema, ma è semplicemente dovuto da qualche sorta di bot o (nel caso usavate Blogger) di qualche sorta di linking che avete avuto in passato.

Se approfondendo scoprite che in realtà è semplicemente questa stringa (parametro in realtà) a darvi fastidio:

?m=1

Errore di reindirizzamento su Google Search Console

Provate a creare delle regole che ve la cancellino in automatico… su Apache vi basterà modificare il file .httaccess come segue:

RewriteEngine On
RewriteCond %{QUERY_STRING} ^m=1$
RewriteRule ^(.*)$ /$1? [R=301,L]

Se invece utilizzate NGINX, all’interno del vostro server (probabilmente localizzato su /etc/nginx/site-avaliable/default, modificate all’interno del /location aggiungendo questo:

if ($query_string ~ "^m=1$"){
  rewrite ^(.*)$ /$1? redirect;
}

Riavviate poi il servizio di NGINX con:

sudo service nginx restart

Ora potete cliccare su Convalida correzione e aspettare che i bot di Google capiscano che non avete nessuna sorta di errore!

Dove trovare il link diretto per scaricare macOS High Sierra

Se anche voi, come me, state cercando una vecchia versione (si fa per dire, è dell’anno scorso) su App Store di Apple ma non la trovate… beh, sappiate che non siete i soli!

Anche nell’elenco acquisti probabilmente non riuscirete a trovarlo. Non ne conosco bene il motivo ma comunque è ancora disponibile al download presso questo link:

https://itunes.apple.com/app/macos-high-sierra/id1246284741

Se lo scaricate da macOS Mojave, quindi la 10.14, dovrete confermare dalle impostazioni e procedere fino alla schermata di download:

Una volta completato dovrebbe comparivi la classica app nella cartella Applicazioni per procedere all’installazione (sia in macchina virtuale che non).

Dove trovare il link diretto per scaricare OS X El Capitan

Quando ancora macOS si chiamava OS X, il famosissimo El Capitan. Nonostante siano passati solo due anni è impossibile scaricarlo, su Mojave non si può, High Sierra neanche l’ombra… bisogna scendere fino a Sierra per poterlo scaricare!

Nel caso lo abbiate ancora installato (altrimenti ecco come scaricarlo) e volete scaricarlo, ecco a voi il link:

https://itunes.apple.com/app/os-x-el-capitan/id1147835434?mt=12

Dove trovare il link diretto per scaricare macOS Sierra

Nell’articolo precedente abbiamo visto come e dove scaricare High Sierra, ora vediamo dove poter scaricare Sierra, quindi la 10.12 di macOS:

https://itunes.apple.com/app/macos-sierra/id1127487414?mt=12

La procedura è sempre la stessa, confermate e procedete. Finita la procedura vi creerà un’app nella cartella Applicazioni, accessibile anche comodamente dal Launchpad.

Se non di dovesse partire il download su Mojave, purtroppo dovrete utilizzare High Sierra:

Non so dirvi il motivo se non la solita storia che Apple fa come vuole. Ovunque oramai se ne lamentano e purtroppo non c’è niente da fare.

Dove scaricare la suite Adobe senza Application Manager

Se state cercando di scaricare la suite di Adobe detta anche Creative Cloud, potrete farlo solo con l’applicazione Application Manager di Adobe.

Screenshot dal sito di Adobe

E questo può essere una scocciatura se state provando ad installarlo su un sistema nuovo, perché dovrete loggarvi con i vostri dati ecc.

Ecco che viene in vostro supporto questo sito web https://prodesigntools.com/adobe-cc-2018-direct-download-links.html

Come potete notare i link sono molto “complessi”, provengono da Adobe ufficiale e hanno una struttura del genere (ad esempio per Photoshop per macOS):

http://prdl-download.adobe.com/Photoshop/66A1D1E00DE44601B041A631261EC584/1507851230691/AdobePhotoshop19-mul.dmg

Potrete trovare anche i link per Illustrator, Acrobat, Premiere Pro, Lightroom e tanti altri. Salvatevi offline gli eseguibili in modo da non doverli ogni volta riscaricare! Comodo no?

Se invece volete disattivare e rimuovere tutti i processi in background che crea Adobe una volta installato, ecco come fare.

Come cercare all’interno dei file ricorsivamente con una grep

Per gli addetti ai lavori e a chi ha un minimo di manualità con gli ambienti Unix direi che è abbastanza banale e tutti quanti sanno utilizzarlo al meglio.

Però come al solito non tutti “nascono imparati” quindi ecco a voi come cercare all’interno dei file (che siano ovviamente leggibili da terminale, quindi file testuali e non eseguibili) con un semplice comando: la grep.

grep -Ril "parole da cercare" cartella/

La velocità con cui vi verranno visualizzati i risultati dipende principalmente da due fattori: se avete o meno un SSD e dalla potenza di calcolo del vostro computer.

Come aggiornare a Ubuntu 18.10

Avevamo visto come aggiornare a Ubuntu 18.04 qualche mese fa, però a quanto pare il tempo scorre più veloce del previsto… quindi ecco a voi come aggiornare a Ubuntu 18.10!

Fate tutti i backup del caso e assicuratevi di non perdere file o configurazioni varie. Se siete pronti, iniziamo!

Aprite il terminale o collegatevi in SSH ed eseguite:

sudo apt update
sudo apt dist-upgrade

Cambiate in questo file la sigla da lts a normal:

sudo nano /etc/update-manager/release-upgrades

E poi eseguite:

do-release-upgrade

Come correggere l’errore 2002 di MySQL

Altro giro, altra corsa! Anche questo fantastico errore, se vi capita (e a me capita anche su installazioni nuove e super aggiornate), può essere davvero fastidioso.

L’errore in questione è:

ERROR 2002 (HY000): Can't connect to local MySQL server through socket...

Evidentemente perché il processo di MySQL non è attivo o non correttamente funzionante.
Controllate lo stato con un semplice sudo service mysql status.

E nel caso fosse tutto attivo, provate ad accedere alla modalità sicura come ho indicato in questo articolo.

Una volta riconfigurato l’account root, riavviate il processo con sudo service mysql restart e tutto dovrebbe rifunzionare come prima!

Come correggere l’errore 1136 di MySQL

Se mentre state cercando di aggiornare MySQL vi dovesse comparire questo errore:

mysql_upgrade: [ERROR] 1136: Column count doesn't match value count at row 1

Direi che la soluzione più veloce è modificare questo file:

sudo nano /etc/mysql/mysql.conf.d/mysqld.cnf

E dopo la riga [mysqld] aggiungete la voce:

skip-grant-tables

Salvate ed eseguite l’upgrade forzato:

sudo mysql_upgrade -uroot -p --force

Inserite la password e aspettate che si aggiorni! Poi riprovate ad eseguire un sudo apt upgrade e vedrete che non dovrebbe più l’errore!

Nel caso non riusciate a loggarvi con l’account root reimpostatela seguendo questa guida.
Una volta aggiornato, togliete la riga da quel file (e nel caso non sia in quel path, cercate quello corretto del processo mysqld che potrebbe essere nella cartella precedente a quella da me indicata).

Cosa sono gli errori soft 404

Qualche anno fa avevo fatto un articolo su come rimuovere i soft 404 da Google ma senza specificare come mai apparissero e di come sia possibile che Google interpreti male gli url (ovvio, non è una persona).

Sembra che l’URL inviato restituisca un errore soft 404

Secondo la documentazione di Google che potete trovare qui, sono errori fittizi, cioè che non sono veramente dei 404 come risultato dal server ma bensì pagine che non sembrano riportare a una pagina web con contenuto reale. Sono ovviamente da correggere nel sito webmaster di Google, però non sono gravi quanto dei veri e propri errori 404.

Come sincronizzare i messaggi di iMessage tra Mac e iPhone

Per attivarlo dovete solamente andare nelle impostazioni e attivarlo, è una semplice spunta sia su iOS che su Mac, ma questo articolo non è per questo: bensì per il problema (o bug visto che siamo in informatica) di sincronizzazione che nonostante dovrebbe essere ben funzionante, non sempre funziona come dovrebbe.

Se l’avete appena attivato, in base al numero di messaggi e alla quantità di dati che avete, potrebbe metterci anche qualche ora, se non una notte intera (dipende anche dal tipo di connessione che avete).

Downloading Messages from iCloud…

Se invece ci mettesse più di qualche ora e rimanesse lì impallato senza possibilità di movimento? In questo caso bisogna agire di conseguenza e provare con il classico logout-login. E nel caso non funzionasse, anche cancellare il contenuto della cartella:

~/Library/Messages/

Poi dovrebbe ripartire tutto e dovreste avere i messaggi sincronizzati ovunque ci sia configurato il vostro account iCloud.

Cosa fare se non riuscite ad installare un’app con Xcode

Anche questa tipologia di bug è divertente, provate e riprovate ma non dipende da voi. Evidentemente qualche procedura è andata storta e Xcode non vuole proprio compilare (o forse quello lo fa, non riesce però ad installarla) e installarla sul vostro iPhone.

Could not start debugserver on iPhone when trying to launch app

Le possibilità sono: riavviate sia iPhone che Mac, ricollegate l’iPhone al Mac e rieffettuate tutto da capo.

Cancellando ovviamente anche la cartella Cache dentro Library e se possibile, liberate spazio facendo ricostruire (si fa per dire, Xcode riscaricherà librerie e quant’altro) seguendo questa guida.

Cosa fare se non riuscite a scaricare macOS

Che sia Mojave o qualunque altra versione di macOS, se state cercando di aggiornare il vostro Mac, può essere abbastanza fastidioso incorrere in questo bug che non vi permette di scaricare l’aggiornamento.

Le schermate principali che possono apparirvi sono le seguenti:

The update package has been deleted since being downloaded from the Apple Software Update server

Update not found

Potete provare a cancellare il contenuto della cartella Cache dentro Library.

Caso in cui non riusciate a farlo ripartire, dovete scaricare l’ultima versione (o quella che preferite da questo archivio) e installarla manualmente.

Come installare GParted su macchina virtuale

In qualche articolo fa avevamo visto come installare Windows 10 su VMware. Ora vediamo come installare GParted:

GParted su VMware

Prima di tutto scaricatevi l’iso da qua: https://gparted.org/download.php

Scegliete la versione i686 se volete quella da 32 bit, altrimenti quella amd64 se volete quella a 64 bit.

Poi fate per creare una nuova macchina virtuale e dato che non ci sarà in automatico la scelta per GParted, selezionate Linux Kernel 4.x così da avere la massima compatibilità.

Procedete con i passaggi e installate normalmente (o utilizzatela in live). Potete poi successivamente collegare le periferiche che preferite dal classico menu di VMware.

Questa nota non può essere protetta

Se dovesse comparirvi questo messaggio:

L’account non supporta le note protette

Ovviamente stiamo parlando di un bug su macOS (e non è quello di iCloud Drive) nel caso utilizziate delle note con codice, se vi dovesse succedere, semplicemente create una nota con un nome differente da una nota con codice che già avete già creato (evidentemente fanno un controllo sul nome, cioè sulla prima riga della nota).