Come connettere l’ESP8266 al computer

Che sia un PC o un Mac, dovrete installare i driver necessari per gestire tutta la famiglia dei dispositivi “Arduino cinesi” denominati CH34X (CH340 e CH341).

Screenshot della pagina da cui scaricare i driver

Qui potete scaricarli https://wiki.wemos.cc/downloads e installarli facilmente con un’interfaccia molto user friendly.

Successivamente vi basterà usare il cavo Micro-USB e connetterlo al vostro computer per iniziare a programmarlo. Nelle guide successive vedremo come fare!

Se volete acquistare un ESP8266 potete farlo tramite questo link.

Come ricevere un file con SCP

Nell’articolo precedente abbiamo visto come inviare un file, ora vediamo come riceverlo, quindi scaricare in locale un file da remoto.

Molto semplicemente e molto similmente all’upload, lo scaricamento del file tramite SCP ha questa sintassi:

scp user@host:/remote/path/file /local/path/file

Anche in questo caso una volta finito il trasferimento sicuro, vi ritroverete in locale il file selezionato.

Come inviare un file con SCP

Dopo aver visto cos’è il protocollo SCP, vediamo come inviare un file.

Dovete ovviamente conoscere nome utente, password e percorso in cui volete salvare il file. Aprite il terminale (o creare uno script Bash) ed eseguite (cambiando i parametri):

scp /local/path/file user@host:/remote/path/file

Attendete che il trasferimento avvenga e voilà. Trasferimento avvenuto!

Ricordate che il l’upload avviene in modo sicuro, criptato e anche se qualcuno tenterà di sniffare il traffico, se non possiede le chiavi private non dovrebbe essere in grado di leggere il contenuto.

Cos’è il protocollo SCP

Come dice il titolo stesso, è un protocollo di rete che permette il trasferimento di file in modo sicuro tra un server e un host o tra due host (anche se di per se c’è sempre uno che fa da server e uno da host) in modo sicuro. La sigla SCP, molto semplicemente, sta per secure copy protocol ed è molto usato in ambiente UNIX-like.

Qui: https://www.computerhope.com/unix/scp.htm potete vedere la documentazione intera ma è molto semplice da utilizzare e potrete utilizzarlo per velocizzare backup o trasferimenti vari tramite script Bash o schedulazioni cron.

La cosa fondamentale del protocollo SCP è che è basato su SSH.

Nei prossimi articoli vedremo come trasferire file in modo semplice e veloce.

Come visualizzare la differenza tra due file in macOS

Se avete apportato delle modifiche a un file e volete confrontarlo con la versione precedente (presupponendo che abbiate entrambe le versioni del file e non le abbiate sovrascritte) e volete vedere le differenze che avete apportato, potete usare un’app che viene installata quando installate Xcode (se volete liberare spazio, leggete questo): FileMerge.

Vi basterà aprire Spotlight e scrivere “filemerge.app”:

FileMerge.app

Schermata d’esempio di FIle Merge

Poi selezionate i due file che volete confrontare:

E in una schermata molto user friendly potrete notare le differenze che avete tra i due file, riga per riga e confrontarli! Semplice no?

Come far funzionare Handoff

Partiamo col presupposto che molto probabilmente se utilizzate Handoff significa che avete almeno due dispositivi Apple e volete che questi siano sincronizzati, che funzionino come dovrebbero (il just works sembra così assurdo parlando di questi bug) e che se passate da uno all’altro, magari aprendo lo stesso messaggio o la stessa pagina si Safari, vorreste che tutto questo funzioni.

Però ribadisco, se siete arrivati fin qui, significa che anche voi avete problemi con Handoff e non riuscite a farlo funzionare.

Safari è lì, cerca di caricare ma non ci riesce

Capisco che sia frustrante ma con Apple è così, è una black box che puoi apprezzare quando tutto funziona bene.

Anche i messaggi, provi ad aprirli, e puntualmente non funziona

L’unica cosa che si può fare, e che ovunque suggeriscono online, è quella di disattivare Handoff su tutti i dispositivi e riattivarla contemporaneamente.

Se non dovesse funzionare, vi tocca uscire da iCloud da tutti i dispositivi e sperare che vi si riscarichino tutti i contenuti che avete (parlo dei calendari, contatti, foto ecc). E se proprio non dovesse andare… reset completo e via!

Nel caso aveste problemi, non esitate a contattarmi.

Dove scaricare Office gratuitamente

Attenzione: guida valida solo per studenti italiani di tutte le università italiane.

Se state cercando come ottenere Microsoft Office gratis tramite la vostra università, evitate di perdere tempo a cercare sul sito ufficiale di Microsoft, su Google o sul vostro sito istituzionale perché rischiate davvero di perderci delle mezze ore senza arrivare al dunque.

Il link attuale (verrà aggiornato in caso di cambiamenti) per averlo è: https://products.office.com/it-it/student/office-in-education

Screenshot dal sito web di Microsoft

Vi basterà inserire la vostra mail con @ e la vostra università per creare un account e successivamente aver accesso a tutto il pacchetto Office, quindi con Word, Excel, PowerPoint ecc.

Come disabilitare i blocker degli adblocker

Sono abbastanza sicuro che se siete arrivati su questo articolo, è perché anche voi state visitando un sito web con l’adblocker attivo e non riuscite a visitarlo perché vi si presenta una schermata simile a questa:

E non sapete cosa fare. Non sapete cosa fare perché già sapete che non appena proverete a disattivarlo sul dominio, sarete invasi da pop-up e pubblicità invasive che non volete visualizzare e ne vi interessano.

Andiamo come al solito subito al dunque. Se avete un adblocker installato che non è uBlock, disattivatelo e installate subito uBlock (è un adblock compatibile con Safari, Firefox e Chrome) che è pure open source.

Andate nella schermata I miei filtri e incollate questo:

||*blockadblock*.*/*$inline-script
||*.*/*blockadblock*/*$inline-script
||*.*/*blockadblock*/*
||*blockadblock*.*/*
||*blockadblock.com##script:inject(bab-defuser.js)

Salvate i cambiamenti e voilà, mai più anti adblocker!

Come gestire i problemi di versione con Carthage

Nel caso abbiate problemi a compilare o aggiornare un progetto pieno di dipendenze gestite con Chartage e quindi vi dia vari problemi come ad esempio:

Cercando di aggiornare un progetto con Carthage

In questo caso sto utilizzando Swift 4.2 nel progetto ma una dipendenza è stata compilata con Swift 3.3!

Vi basterà (salvo imprevisti del caso) ricompilare anche le dipendenze con la versione di Swift attuale.

carthage update --platform iOS --no-use-binaries

Come non far andare in sleep il Mac

Il titolo potrebbe essere fuorviante ma provo a spiegarmi meglio. Se state eseguendo qualcosa di importante e volete che il computer vada in stop e perda i progressi o si interrompa, vi basterà aprire il terminale ed eseguire semplicemente:

caffainate

So bene che non viene aggiornato da Apple oramai da secoli (credo che siano più di 5-6 anni) ma funziona ancora discretamente per diversi utilizzi.

Alcuni comandi veloci sono ad esempio:

caffeinate -t 3600

Per tenerlo attivo per un’ora. Oppure questo:

caffeinate /Applications/Safari.app

Per farlo selettivamente su un’app. Alla prossima!

Come contare le api con un Raspberry Pi

E no, questa volta non intendo le API nel termine informatico ma bensì gli insetti. Sì proprio gli insetti.

Se avete un allevamento di api oppure… no, niente oppure, solo se avete un allevamento di api questo progetto può fare per voi (e se riuscite a eseguire qualche script in Python).

Qua potete trovare l’intero progetto https://github.com/marcotini/bnn

L’autore è Mat Kelcey ed è lui che dovete ringraziare. Se avete delle domande, non esitate a contattarmi! Buon allevamento! Continua a leggere

Cosa sono le API

E no, non intendo gli insetti ma bensì le interfacce di programmazione di un’applicazione: in informatica le API (pronunciato all’inglese come E-PI-AI) sono tutte le chiamate a librerie esterne che servono per interfacciarsi a un determinato applicativo software.

Con un esempio pratico penso che sia tutto molto più chiaro: quando si parla ad esempio di “le API di Google Maps” si intende tutti i metodi che permettono di ottenere mappe, direzioni o coordinate. Oppure con “le API di Amazon” si intendono i metodi che permettono di fare ricerche o ottenere immagini e descrizione dei prodotti.

Se in questo caso Google da accesso, tramite login (vedremo in futuro come, quando e perché) ai loro database, per poter fare delle query (anche questo vedremo cosa significa) e utilizzare le loro webapp. Continua a leggere

Come gestire le date in bash

Se dovete manipolare ore, giorni, mesi in bash ecco a voi una tabella semplice semplice per gestirli comodamente.

Lo script vi permette di visualizzare l’ora e minuti senza simboli in mezzo (scoprirete nei prossimi articoli l’utilità specifica).

#!/bin/bash

string=`date '+%H%M'`
echo string

Cambiate le lettere o aggiungetele in base alle vostre esigenze:

%a     locale's abbreviated weekday name (e.g., Sun)
%A     locale's full weekday name (e.g., Sunday)
%b     locale's abbreviated month name (e.g., Jan)
%B     locale's full month name (e.g., January)
%c     locale's date and time (e.g., Thu Mar  3 23:05:25 2005)
%C     century; like %Y, except omit last two digits (e.g., 20)
%d     day of month (e.g., 01)
%D     date; same as %m/%d/%y
%e     day of month, space padded; same as %_d
%F     full date; same as %Y-%m-%d
%g     last two digits of year of ISO week number (see %G)
%G     year of ISO week number (see %V); normally useful only with %V
%h     same as %b
%H     hour (00..23)
%I     hour (01..12)
%j     day of year (001..366)
%k     hour, space padded ( 0..23); same as %_H
%l     hour, space padded ( 1..12); same as %_I
%m     month (01..12)
%M     minute (00..59)
%n     a newline
%N     nanoseconds (000000000..999999999)
%p     locale's equivalent of either AM or PM; blank if not known
%P     like %p, but lower case
%r     locale's 12-hour clock time (e.g., 11:11:04 PM)
%R     24-hour hour and minute; same as %H:%M
%s     seconds since 1970-01-01 00:00:00 UTC
%S     second (00..60)
%t     a tab
%T     time; same as %H:%M:%S
%u     day of week (1..7); 1 is Monday
%U     week number of year, with Sunday as first day of week (00..53)
%V     ISO week number, with Monday as first day of week (01..53)
%w     day of week (0..6); 0 is Sunday
%W     week number of year, with Monday as first day of week (00..53)
%x     locale's date representation (e.g., 12/31/99)
%X     locale's time representation (e.g., 23:13:48)
%y     last two digits of year (00..99)
%Y     year
%z     +hhmm numeric time zone (e.g., -0400)
%:z    +hh:mm numeric time zone (e.g., -04:00)
%::z   +hh:mm:ss numeric time zone (e.g., -04:00:00)
%:::z  numeric time zone with : to necessary precision (e.g., -04, +05:30)
%Z     alphabetic time zone abbreviation (e.g., EDT)

Fonte, come sempre: https://stackoverflow.com/questions/20361982/get-current-time-in-hours-and-minutes

Come cancellare la cache e liberare spazio su Xcode

Se utilizzate Xcode e volete alleggerire il vostro hard disk, o SSD che sia, vi basterà cancellare queste cartelle:

~/Library/Developer/Xcode/DerivedData
~/Library/Developer/Xcode/Archives
~/Library/Developer/Xcode/iOS DeviceSupport
~/Library/Developer/CoreSimulator
~/Library/Caches/com.apple.dt.Xcode
~/Library/Application Support/MobileSync/Backup

Mi raccomando ovviamente di controllare prima che all’interno non ci sia qualcosa che vi necessiti (controllate l’ultima cartella perché è dove dovreste avere i vecchi backup di iTunes).

Come alleggerire CocoaPods

Molti di voi probabilmente li hanno utilizzati o li utilizzano ancora tutt’oggi. Io già un anno fa vi avevo avvisati (l’articolo non è mio, però condivido il pensiero) che CocoaPods avesse qualcosa che non andava.

Beh arrivo al dunque brevemente come al solito e non mi dilungo troppo: se avete utilizzato delle dipendenze nei vostri progetti con CocoaPods e avete problemi di spazio (online c’è anche chi si lamenta d’avere più di 20 GB di file), ecco a voi come alleggerire la cartella dei progetti (nel caso vogliate alleggerire anche Xcode, due anni fa ho scritto come cancellare la cache di Xcode in inglese).

La cartella è nascosta, quindi dovete accedervi da terminale con:

cd ~/.cocoapods/

E cancellatela ovviamente con:

sudo rm -R ~/.cocoapods/

Screenshot di DaisyDisk nel quale mi sono accorto che… lasciamo stare

Nella speranza che usiate altri metodi per le vostre dipendenze (ehm… Carthage), alla prossima!

Come fare gli aggiornamenti di macOS da terminale

L’App Store su macOS c’è oramai da diversi anni ed è molto comodo e user friendly. Resta però un fatto che ancora oggi il terminale non ha perso il suo fascino, quindi ecco a voi come fare l’aggiornamento delle vostre app (chiamarli programmi suona strano da un’App Store).

Per la lista degli aggiornamenti da fare vi basterà eseguire:

softwareupdate -l

Mentre per aggiornare tutto:

sudo softwareupdate -iva

Se volete vedere gli altri comandi invece:

softwareupdate -h

Quale Kindle acquistare nel 2018

So che il titolo può essere fuorviante o troppo generico, ma sono convinto che molti di voi, interessati ad acquistare un Kindle, vi siete imbattuti in questa fatidica scelta del modello da comprare.

A oggi, giugno 2018 sono disponibili ben 5 modelli diversi di Kindle. E la cosa fondamentale che posso dirvi, come vi ho suggerito per l’acquisto di un iPhone è quello di valutare il vostro budget.

È più che ovvio che nessuno regala niente e che il modello Oasis da 249 euro è migliore del modello del Kindle base da 69 euro, è molto più leggero, potete usarlo comodamente con una sola mano ed è molto più nitido.

Tutti i modelli di Kindle per prezzo: link

Il Voyage invece non ve lo consiglierei, i tasti sul bordo non sono il massimo e potreste sbagliarvi a schiacciare.

Se invece ve l’hanno appena regalato o lo avete acquistato usato e non sapete quale modello avete, controllate qua con il seriale.

Personalmente posso consigliarvi il Paperwhite, cioè quello con lo schermo retroilluminato, perché è molto più comodo rispetto a quello base e ve ne pentirete nel caso leggete spesso al buio o in posti non molto illuminati. Onestamente però vi garantisco che avrete degli enormi vantaggi rispetto ai libri cartacei anche con il modello base, l’esperienza di un ebook reader e la possibilità di portarsi un’intera libreria in tasca è una cosa unica che ancora oggi non molte persone hanno provato.

Come esportare SMS e iMessage da iOS

Che voi abbiate un iPhone, un iPad o un iPod touch (esistono ancora, vero?), i metodi per esportare i messaggi non sono tanti.

Qualche anno fa vi avevo proposto di usare iExplorer per salvarli ma a quanto pare è a pagamento e i risultati possono non essere come sperati. Vediamo ora come farlo nel 2018 con iBackupBot: compatibile sia per Windows che per macOS.

Vi baserà scaricare il programma tramite questo link, fare un backup sul vostro computer con iTunes ma senza password, quindi accessibile anche ad app di terze parti (se non vi fidate fatelo in macchina virtuale o con qualche firewall per controllare le connessioni) e accedere alla schermata per esportare allegati e messaggi.

Schermata d’esempio

Nel caso potete esportare anche solo gli allegati, senza salvarvi tutte le conversazioni in .csv o .txt.

Allegati esportati con iBackupBot

Se avete dei problemi o non riuscite, lasciatemi pure un commento. Io l’ho testato e funziona correttamente con iOS 11.