Come correggere l’errore 2002 di MySQL

Altro giro, altra corsa! Anche questo fantastico errore, se vi capita (e a me capita anche su installazioni nuove e super aggiornate), può essere davvero fastidioso.

L’errore in questione è:

ERROR 2002 (HY000): Can't connect to local MySQL server through socket...

Evidentemente perché il processo di MySQL non è attivo o non correttamente funzionante.
Controllate lo stato con un semplicesudo service mysql status.

E nel caso fosse tutto attivo, provate ad accedere alla modalità sicura come ho indicato in questo articolo.

Una volta riconfigurato l’account root, riavviate il processo con sudo service mysql restart e tutto dovrebbe rifunzionare come prima!

Come correggere l’errore 1136 di MySQL

Se mentre state cercando di aggiornare MySQL vi dovesse comparire questo errore:

mysql_upgrade: [ERROR] 1136: Column count doesn't match value count at row 1

Direi che la soluzione più veloce è modificare questo file:

sudo nano /etc/mysql/mysql.conf.d/mysqld.cnf

E dopo la riga [mysqld] aggiungete la voce:

skip-grant-tables

Salvate ed eseguite l’upgrade forzato:

sudo mysql_upgrade -uroot -p --force

Inserite la password e aspettate che si aggiorni! Poi riprovate ad eseguire un sudo apt upgrade e vedrete che non dovrebbe più l’errore!

Nel caso non riusciate a loggarvi con l’account root reimpostatela seguendo questa guida.
Una volta aggiornato, togliete la riga da quel file (e nel caso non sia in quel path, cercate quello corretto del processo mysqld che potrebbe essere nella cartella precedente a quella da me indicata).

Cosa sono gli errori soft 404

Qualche anno fa avevo fatto un articolo su come rimuovere i soft 404 da Google ma senza specificare come mai apparissero e di come sia possibile che Google interpreti male gli url (ovvio, non è una persona).

Sembra che l’URL inviato restituisca un errore soft 404

Secondo la documentazione di Google che potete trovare qui, sono errori fittizi, cioè che non sono veramente dei 404 come risultato dal server ma bensì pagine che non sembrano riportare a una pagina web con contenuto reale. Sono ovviamente da correggere nel sito webmaster di Google, però non sono gravi quanto dei veri e propri errori 404.

Come sincronizzare i messaggi di iMessage tra Mac e iPhone

Per attivarlo dovete solamente andare nelle impostazioni e attivarlo, è una semplice spunta sia su iOS che su Mac, ma questo articolo non è per questo: bensì per il problema (o bug visto che siamo in informatica) di sincronizzazione che nonostante dovrebbe essere ben funzionante, non sempre funziona come dovrebbe.

Se l’avete appena attivato, in base al numero di messaggi e alla quantità di dati che avete, potrebbe metterci anche qualche ora, se non una notte intera (dipende anche dal tipo di connessione che avete).

Downloading Messages from iCloud…

Se invece ci mettesse più di qualche ora e rimanesse lì impallato senza possibilità di movimento? In questo caso bisogna agire di conseguenza e provare con il classico logout-login. E nel caso non funzionasse, anche cancellare il contenuto della cartella:

~/Library/Messages/

Poi dovrebbe ripartire tutto e dovreste avere i messaggi sincronizzati ovunque ci sia configurato il vostro account iCloud.

Cosa fare se non riuscite ad installare un’app con Xcode

Anche questa tipologia di bug è divertente, provate e riprovate ma non dipende da voi. Evidentemente qualche procedura è andata storta e Xcode non vuole proprio compilare (o forse quello lo fa, non riesce però ad installarla) e installarla sul vostro iPhone.

Could not start debugserver on iPhone when trying to launch app

Le possibilità sono: riavviate sia iPhone che Mac, ricollegate l’iPhone al Mac e rieffettuate tutto da capo.

Cancellando ovviamente anche la cartella Cache dentro Library e se possibile, liberate spazio facendo ricostruire (si fa per dire, Xcode riscaricherà librerie e quant’altro) seguendo questa guida.

Cosa fare se non riuscite a scaricare macOS

Che sia Mojave o qualunque altra versione di macOS, se state cercando di aggiornare il vostro Mac, può essere abbastanza fastidioso incorrere in questo bug che non vi permette di scaricare l’aggiornamento.

Le schermate principali che possono apparirvi sono le seguenti:

The update package has been deleted since being downloaded from the Apple Software Update server

Update not found

Potete provare a cancellare il contenuto della cartella Cache dentro Library.

Caso in cui non riusciate a farlo ripartire, dovete scaricare l’ultima versione (o quella che preferite da questo archivio) e installarla manualmente.

Come installare GParted su macchina virtuale

In qualche articolo fa avevamo visto come installare Windows 10 su VMware. Ora vediamo come installare GParted:

GParted su VMware

Prima di tutto scaricatevi l’iso da qua: https://gparted.org/download.php

Scegliete la versione i686 se volete quella da 32 bit, altrimenti quella amd64 se volete quella a 64 bit.

Poi fate per creare una nuova macchina virtuale e dato che non ci sarà in automatico la scelta per GParted, selezionate Linux Kernel 4.x così da avere la massima compatibilità.

Procedete con i passaggi e installate normalmente (o utilizzatela in live). Potete poi successivamente collegare le periferiche che preferite dal classico menu di VMware.

Questa nota non può essere protetta

Se dovesse comparirvi questo messaggio:

L’account non supporta le note protette

Ovviamente stiamo parlando di un bug su macOS (e non è quello di iCloud Drive) nel caso utilizziate delle note con codice, se vi dovesse succedere, semplicemente create una nota con un nome differente da una nota con codice che già avete già creato (evidentemente fanno un controllo sul nome, cioè sulla prima riga della nota).

Cosa fare se iCloud Drive non carica

Se avete un Mac e utilizzate iCloud, potrebbe capitare che utilizziate anche iCloud Drive per salvare file, spostarli ecc.

Ecco, nel caso lo utilizziate e non vi carica i file, rimanendo su una schermata simile a questa:

Beh che dire, le soluzioni sono molteplici.

Prima di tutto salvatevi tutto il contenuto attuale della cartella di iCloud Drive in modo da evitare cancellazioni non volontarie. Poi provate a disattivarlo dalle impostazioni, attendete qualche minuto (o secondo, dipende dalla velocità della connessione) e riattivatelo.

Se ancora così non dovesse andare, provate a controllare il contenuto della cartella (come nel mio caso con utente Marco):

‎⁨Macintosh HD⁩ ▸ ⁨Users⁩ ▸ ⁨Marco ▸ ⁨Library⁩ ▸ ⁨Mobile Documents⁩

Altrimenti provate proprio a fare il logout da iCloud, cancellare la cartella Cache dentro Library e riavviare il computer. Poi riattivate tutto e vedete se è “ripartito” il caricamento (o la sincronizzazione, chiamatela come volete).

Come creare una pendrive bootable con macOS

Qualche anno fa avevo scritto una guida veloce in cui spiegavo come rendere una pendrive bootable con El Capitan. Per fortuna oggi esistono software come Etcher che semplificano la vita e permettono di creare delle pendrive bootabili in modo molto user friendly.

Apple però d’altro canto permette di scaricare i sistemi operativi tramite l’App Store e non da accesso alle iso come fa Microsoft, bisogna quindi o usare il terminale come la guida sopra, oppure usare software come Disk Creator.

Il funzionamento è molto semplice, scaricate il sistema operativo da App Store (Mojave è l’ultima versione), inserite una pendrive vuota e in automatico vi selezionerà l’installer corretto. Cliccate su Create Installer e attendete. Voilà!

Come verificare velocità di connessione di una GPU su Mac

Dopo aver visto come controllare la velocità di una GPU, interna o esterna (qua potete trovare le migliori eGPU su Amazon) che sia, su Windows. Ecco a voi il software che giunge in nostro aiuto per calcolare la velocità di connessione (lettura e scrittura) su macOS.

CL!ng, detto anche CLING è disponibile su App Store.

Similmente come AIDA64, anche questa utility vi darà preziose informazioni riguardanti la vostra scheda video e non solo. Comoda se volete testare i vostri dispositivi Thunderbolt 3 in quanto da sistema non si può capire l’effettiva velocità di connessione.

Come verificare velocità di connessione di una GPU su Windows

I miei titoli come al solito sembrano molto generici o troppo specifici, però hey, da qualche parte dovrò pur iniziare.

Sia se avete una GPU interna, quindi una iGPU, sia se ne avete una esterna (quindi una eGPU) connessa in Thunderbolt 3, per verificare la velocità di connessione che avete, quindi misurata in MB/s, non è così immediato.
Se la volete acquistare, ecco qui le migliori su Amazon.

In nostro supporto arriva AIDA64, un fantastico tools per fare benchmark di questo genere.

Come potete vedere c’è una differenza abbastanza considerevole tra un cavo Thunderbolt 3 a 20gbps in fase di lettura (la scrittura non è abilitata se avete la trial version):

E uno a 40gbps:

Come potete notare fornisce anche tante altre informazioni inerenti alla vostra scheda video e al tipo di connessione. Fa anche dei benchmark, calcolando precisione singola, doppia, AES-256, SHA-1 Hash e altro.

Come installare Arch Linux

Prima di tutto scaricate l’iso e create una pendrive bootabile o nel caso di una macchina virtuale, semplicemente trascinate il file durante la creazione (nel caso non ci sia Arch selezionate Linux Kernel 4 a 64bit).

Appena l’iso fa il boot, selezionate Boot Arch Linux (x86_64) dall’elenco per selezionare la versione a 64 bit.

Una volta dentro, provate a vedere se internet funziona facendo un semplice:

ping 1.1.1.1

Iniziamo con i primi check, eseguite:

fsdisk -l

E controllate d’avere il /dev/sda disponibile con almeno 20 GB.
Ora formattiamo con:

cfdisk

Selezionate dos dall’elenco e poi selezionate il Free space che vedete. Scrivete 10G e poi cliccate su [primary].

Successivamente su [bootable] e poi su [write]. Scrivete a parole yes per confermare.

Effettuate la stessa operazione per altre 2 volte ma con 2G e il restante (quindi teoricamente 8G se ne avete dedicati almeno 20) per la seconda.

Ora formattiamo le tre partizioni con:

mkfs.ext4 /dev/sda1
mkfs.ext4 /dev/sda3
mkswap /dev/sda2

Attiviamo lo swap per la seconda:

swapon /dev/sda2

Montiamo la prima partizione:

mount /dev/sda1 /mnt
mkdir /mnt/home
mount /dev/sda3 /mnt/home

E iniziamo con l’installazione:

pacstrap /mnt base base-devel

Appena ha finito, eseguite questo (serve per il mounting automatico):

genfstab /mnt>> /mnt/etc/fstab

Ora configuriamo il locale (spostandoci nel percorso di installazione):

arch-chroot /mnt /bin/bash
nano /etc/locale.gen

E togliete il commento alla riga:

en_US.UTF-8 UTF-8

Salvate con il classico CTRL+X, Y. Ed eseguite:

locale-gen

Poi modifichiamo la lingua con:

nano /etc/locale.conf

Ed incollate:

LANG=en_US.UTF-8

Sincronizziamo le modifiche con:

ls /usr/share/zoneinfo

E selezionate la vostra zona, ad esempio:

ln –s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime

Modifichiamo l’ora con:

hwclock --systohc --utc

Ora modifichiamo la password con il classico:

passwd

Se volete, modificate l’hostname con:

nano /etc/hostname

Apportate le modifiche salvando. Ora abilitiamo il DHCP con:

systemctl enable dhcpcd

Adesso installiamo il grub (ci permetterà di scegliere il sistema operativo all’avvio):

pacman –S grub os-prober

Premete yes ed eseguite:

grub-install /dev/sda

Poi configuratelo con:

grub-mkconfig –o /boot/grub/grub.cfg

Ora uscite e riavviate:

exit
reboot

Non è stato difficile, veeero? BTW I don’t use Arch.

Perché non usare APFS su hard disk tradizionali

Semplicemente perché non sono indicati per essere utilizzati su supporti che non sono SSD, SATA o NVMe che sia.

Anche se Apple dice il contrario, si sbagliano fortemente, perché le prestazioni sono a di poco ridicole (e no, gli hard disk su cui l’ho testato non sono rotti):

Anche dal monitoraggio delle attività risulta una lettura e scrittura di circa 5-6 MB/s:

Ovviamente io sto parlando di APFS codificato, quindi non quello base. Voi cosa ne pensate?

Come creare una pendrive bootable

Detto anche bootabile (pronunciato proprio buttabile) in italiano, quindi che fa il boot.

Viene in nostro supporto il buon e caro Etcher, un’utility veloce e intuitiva che vi permette di scrivere su supporti esterni, quali ssd, pendrive o schede di memoria SD, dei sistemi operativi in modo molto user friendly.

Il software è molto semplice, vi basterà trascinare la .iso o il file .img, selezionare il supporto sui cui scrivere (fate attenzione che vi cancellerà tutto quello che avete sopra) e cliccare su Flash!.

È davvero così banale! Comodo no?

Come installare Boot Camp su USB

Normalmente Boot Camp Assistant vi fa installare Windows 10 su una partizione del vostro hard disk o SSD. Ma se questo non fosse abbastanza capiente per mantenere entrambi i sistemi operativi?

O se voleste installarlo su un hard disk, pendrive o SSD esterno tramite USB? Beh, ecco a voi una bella guida, facile e veloce, per installare Windows 10 su USB.

Prima di tutto installate Windows 10 su una macchina virtuale, ho scritto una guida per farlo con WMware Fusion.

Poi formattate il vostro supporto (SSD o pendrive che sia) in Mac OS Extended (Jurnaled) e selezionate GUID Partition Map.

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Come utilizzare l’app News di Apple su tutti i Mac

Quindi anche se non siete in America, in UK o in Australia.

I passaggi sono davvero veloci e non ci va nulla. Andiamo subito al dunque, aprite le impostazioni e cliccate su Language & Region:

Cliccate su Region e cambiatela in Americas, poi selezionate United States:

Confermate e riavviate il Mac:

Cliccate su Restart Now

Una volta riavviato andate nella cartella Applicazioni e troverete finalmente l’app News di Apple:

Apple News su macOS Mojave

Come modificare qualsiasi pagina web con JavaScript

Ovviamente si intende solo in locale e solo da un browser supportato (Chrome o Firefox).

Mi spiego meglio: se volete modificare visivamente una pagina web, magari cambiando o aggiungendo delle scritte, vi basterà visitarla caricando tutti i suoi contenuti e successivamente eseguire nella barra di navigazione questi 3 comandi, semplicemente incollandolo:

javascript:document.body.contentEditable = 'true'; document.designMode='on'; void 0

Un modo più veloce è anche salvare questi comandi come preferito, così da averlo sempre a portata di mano.
Ovviamente dovrete prima salvare un preferito qualunque e poi incollare questo come campo degli indirizzi… e voilà, comodo e veloce.