Dove cercare articoli scientifici

Spesso mi capita di parlare di pubblicazioni scientifiche e papers pubblicati online ma noto ancora oggi, nel 2021, dopo (o durante, dipende da come andrà a finire) una pandemia, si ha ancora difficoltà a ritrovare i testi completi di certe ricerche (qui quelli gratis).

Screenshot di PubMed

Ecco a voi una bella lista aggiornata dei siti da cui poter far ricerche ed espandere la propria conoscenza scientifica:

Academic (in tutte le lingue):
Motore di ricerca della Microsoft specializzato in articoli e informazione scientifica. Include analisi bibliometriche degli articoli.

Athenus (in inglese):
È un motore di ricerca per scienziati e ingegneri che cercano risorse nel campo della scienza e dell’ingegneria sul web.

BASE Bielefeld Acedemic Search Engine (in inglese e poche altre lingue):
Motore di ricerca multi-disciplinare per risorse web di interesse universitario con particolare attenzione agli archivi aperti. Creato e sviluppato dalla Bielefeld University Library.

Google Scholar (in italiano):
È il motore di ricerca di Google per la letteratura medica e scientifica.

Google Books (in italiano):
È il motore di ricerca di Google per i libri. Ricerca il testo contenuto all’interno dei libri indicizzati e permette di trovare specifici paragrafi su un argomento; grazie ad accordi con biblioteche ed editori permette la ricerca in milioni di testi completi. Se il libro non è protetto da copyright è possibile anche scaricarlo, oppure consente di visualizzare piccole porzioni del testo (snippet), alcune pagine (copertina, indice ecc) o solo di effettuare ricerche nei dati bibliografici.

Google Patent Search (in italiano):
Consente di cercare tra oltre sette milioni di brevetti depositati presso l’USPTO (United States Patent and Trademark Office) pubblicati negli ultimi 200 anni; si tratta di documenti di dominio pubblico, visionabili e scaricabili

Medline/Pubmed – database (in inglese):
PubMed comprende più di 24 milioni di citazioni di letteratura biomedica da MEDLINE, riviste di scienze e di libri online. Citazioni possono includere link a contenuti full-text da PubMed Central e siti web dell’editore.
PubMed comprises more than 24 million citations for biomedical literature from MEDLINE, life science journals, and online books. Citations may include links to full-text content from PubMed Central and publisher web sites.

OAIster (in inglese altre lingue):
Catalogo che raccoglie circa 25 milioni di record di risorse digitali. Si avvale dell’ OAI-PMH (the Open Archives Initiative Protocol for Metadata Harvesting).

Pleiadi (in italiano):
portale per la letteratura scientifica elettronica italiana su archivi archivi aperti; Portale per la Letteratura scientifica Elettronica Italiana su Archivi aperti e Depositi Istituzionali.

The American PsycArticles (in italiano): psycnet.apa.org
Database di articoli di psicologia dell’American Psychological Association – APA.

WorldWideScience.org (in inglese): http://worldwidescience.org/index.html
Portale di Office of Scientific and Technical Information (OSTI). Permette di effettuare ricerche sui cataloghi di grandi biblioteche scientifiche, su archivi, e su altri portali per le scienze incluso Vascoda, il portale per l’informazione scientifica tedesco.

Se invece state cercando qualche sito web dove leggere le pubblicazioni scientifiche gratis, seguite questo altro mio articolo.

Dove comprare HomePod

In Italia non è ancora disponibile, nonostante la prima versione sia stata venduta da Apple nel lontano 2018 (quindi ben 3 anni fa).

Quindi vi toccherà ricorrere alla soluzione eBay: ecco il link magico.

Sappiate già che non potrete selezionare la lingua in italiano in quanto neanche la parte software sembra essere stata ottimizzata e preparata per il pubblico italiano.

Screenshot preso da apple.com/homepod

A differenza di Google Nest o Alexa, purtroppo, dovrete fare i conti con qualche incompatibilità e chiusura verso le funzionalità che potreste essere abituati arrivando dagli altri mondi.
Apple è così, chi la conosce bene lo sa.

Dove comprare Google Home

A quanto pare ora si chiamano Nest e non più Google Home, però vabbè, se siete qua è perché volete uno speaker intelligente di Google.

Quindi arriviamo subito al link magico:

https://store.google.com/magazine/compare_nest_speakers_displays

Volendo, in Italia, potreste anche acquistarli da MediaWorld o Unieuro, ma personalmente, non mi sento di consigliarveli, in quanto potreste aver problemi con la garanzia o comunque non avere l’assistenza che avreste a comprare direttamente dal sito di Google.

Come mai Windows è crashato

Se volete capire come mai Windows 10 ha subito un crash (anche se detta così sembra abbia avuto un incidente strano) e si è magari riavviato o spento senza darvi alcun errore apparente, l’unica soluzione è aprire Reliability Monitor per capire cos’è successo.

Una volta aperto vi toccherà indagare su qual è il processo o evento che ha causato un crash:

Nel mio caso, ad esempio, era il processo GameManagerService di Razer.

L’unica che potete fare è cercare online se qualcuno ha riscontrato lo stesso problema e ha trovato una soluzione.

Come tenere Windows attivo anche chiudendo lo schermo

So che il titolo può sembrar fuorviante ma non tutti lo dicono allo stesso modo: close the lid è la frase corretta in inglese.

Se magari state usando uno schermo aggiuntivo, potreste anche voler chiudere lo schermo e tirarlo giù.

Nel caso vogliate farlo, la schermata magica per sceglierlo potete trovarla nelle impostazioni > Power & sleep > Additional power settings: come nello screenshot qui sotto!

Come formattare un disco in modo sicuro

Che sia un hard disk tradizionale o un SSD (se volete acquistarli su Amazon cliccate qui), su macOS c’è un’utility molto comoda che si chiama appunto Disk Utility che vi permette di effettuare una cancellazione sicura.

Quando andrete ad effettuare la cancellazione vi chiederà il livello di sicurezza che preferite.

La procedura potrebbe richiedere anche diverse ore, come nel mio caso con un hard disk da 4TB (anche in questo caso, su Amazon trovate diverse offerte):

Cosa fare se il Raspberry Pi non si avvia

Nel caso il vostro Raspberry Pi non si accenda e non faccia correttamente il boot, le procedure per indagare su qual è la causa sono diverse.

Prima di tutto vi conviene collegarlo a un monitor per capire quale messaggio vi compare a schermo (in quanto nel caso non abbiate l’SSH attivo e funzionante, non potrete loggarvi).

Una volta collegato, se notare un messaggio come quello nello screenshot qui sopra:

A start job is running for dhcpd on all interfaces

L’unica è provare, con una tastiera collegata, a premere CTRL + C e vedere se il processo si stoppa.
Nel caso non si stoppasse, vi toccherà aspettare che finisca il boot.

Le cause comunque possono essere molteplici e dipende dal problema.
Può anche capitare che la microSD si corrompa e i file non vengano letti correttamente.

Come avviare il Raspberry Pi

Se avete appena acquistato un Raspberry Pi, la procedura per avviarlo (quindi accenderlo e fargli fare il boot) dovete prima di tutto scaricare Raspberry Pi OS e installarlo: qui l’articolo che spiega come fare).

Poi una dovrete inserire la microSD nello slot e dargli corrente collegandolo a un alimentatore.

Se non avete un monitor sappiate che l’avvio avverrà comunque ma in modalità headless.

Come migrare una macchina virtuale su Proxmox

Homepage di Proxmox

Se volete spostare una macchina virtuale su Proxmox da uno storage all’altro (perché magari avete aggiunto un hard disk), i passaggi per farlo sono i seguenti.

Selezionate una macchina virtuale e andate nella sezione Hardware. Cliccare su Hard Disk:

Cliccate poi su Edit:

E su Target Storage, selezionate lo storage su cui volete spostarlo:

Confermate e attendete che avvenga la copia (Move disk):

Una volta finito dovrebbe apparirvi così:

E vi verrà chiesto se volete rimuovere il disco precedente:

Nel caso tutto abbia funzionato correttamente, ora avrete il disco della macchina virtuale sul nuovo storage.

Come sbloccare il FRITZ!Box

Se volete ripristinare alle impostazioni di fabbrica il vostro
FRITZ!Box (magari lo avete aquistato su Amazon o nel caso non ce lo abbiate, il link per farlo è questo) la procedura è abbastanza semplice, vi basterà andare dall’interfaccia web e procedere con il ripristino da zero.

Nel caso però voi non riusciate ad accedervi? Cosa fate?

Dal sito di AVM potete accedere a tutti i firmware ftp://ftp.avm.de disponibili e in base al vostro modello, scaricate la versione corretta (e superiore a quella che avete o credete d’aver ora installato).

La procedura che io mi sono ritrovato a fare è stata abbastanza contorta ma cercherò di spiegarvela in modo chiaro e semplice.

Inanzitutto vi servirà una macchina con Windows 10. Aprite le impostazioni di rete e configurate come di seguito:

Collegate il vostro modem-router con il cavo ethernet ma tenete scollegata la corrente.
Avviate il programma ftp.exe ed eseguite:

ftp > open 192.168.178.1

Attaccate la corrente ed entro 5 secondi dall’accensione, quando richiesto, inserite come username e password adam2.

Poi una volta riacceso, eseguite:

quote SETENV firmware_version avm

E se vi compare il messaggio 200, eseguite anche:

quote UNSETENV provider

Ora potete eseguire il programma di AVM riferito al vostro modello:

Confermate (nel mio caso era branded in quanto modem di un contratto scaduto) e proseguite.

E una volta finito dovreste ritrovarvi in una schermata simile a questa:

Ora potete andare all’indirizzo IP locale, che probabilmente sarà 192.168.1.1 e collegarvi con le classiche credenziali admin con password: admin.