Com’è fatta una chiave privata di Electroneum

Dopo aver visto cos’è Electroneum, vediamo com’è fatta una chiave privata di un wallet.

A differenza delle altre, tipo quella di Verge o quella di Ethereum, è composta da due stringhe: una per spendere la moneta e l’altra per accedere al wallet.

Se volete anche voi provare a generare un wallet, fatelo da qua:

https://my.electroneum.com/offline_paper_electroneum_walletV1.6.html

Come generare un paper wallet per Electroneum

Ovviamente come al solito fate massima attenzione a come conservate queste stringhe.

Cos’è Electroneum

Electroneum è la cosiddetta “criptovaluta mobile oriented”, ha diversi progetti quali il minare da smartphone (cosa secondo me impossibile da raggiungere) e la mass adoption.

Il team è inglese e hanno un whitepaper fatto bene, e tutto ben pianificato per i mesi/anni a venire.

Guardatevi il loro progetto dal sito web ufficiale https://electroneum.com potrete anche iscrivervi.

A differenza di tanti altri progetti, hanno anche le varie app per i due Store principali.

Cos’è Verge

Detto semplicemente è l’ennesima criptovaluta volta a difendere la privacy dei suoi utilizzatori. Il simbolo è XVG.

Dal loro sito web:

Verge Currency is a cryptocurrency designed for everyday use. It improves upon the original Bitcoin blockchain and aims to fulfill its initial purpose of providing individuals and businesses with a fast, efficient and decentralized way of making direct transactions while maintaining personal privacy.

Se volete avere ulteriori info, andate sul loro sito web https://vergecurrency.com/

Su CoinMarketCap è la 29esima cripto per capitalizzazione: https://coinmarketcap.com/currencies/verge/

Cos’è un exchange

Il termine exchange viene utilizzato per indicare tutti quei siti web che vi permettono di scambiare valute estere o criptovalute.

Attualmente ce ne sono tantissimi, alcuni validi, altri un po’ meno. Ci sono stati scandali in passato perché hanno subito hackeraggi o sono stati chiusi dai creatori, senza dare indietro i soldi alla gente (un po’ quello che non dovrebbe succedere con le banche).

Potreste incontrare servizi online che vi promettono di comprare Bitcoin o altre criptovalute (non sto a fare nomi ma spesso quelli più pubblicizzati online o quelli che ricevete nella sezione spam della vostra posta, potrebbero farvi capire quali intendo) ma che in realtà vi vendono delle sottospecie di contratti interni, che non sono in realtà delle valute vere e proprio. Scommettono sul prezzo, sull’andamento e hanno una scadenza.

Giusto per fare qualche nome, gli exchange più famosi (fonte) sono Bitfinex, Binance, Bittrex, Poloniex, Bithumb e GDAX (o Coinbase).

Altra nota: se dei siti web vi offrono guadagni immediati o costi inferiori a quelli di mercato diffidate e fate qualche ricerca online.